Dalla crisi dei chip alla crisi della capacità

Dal 2020 il mondo automotive ha dovuto affrontare il grande problema dei chip delle auto, e ora che la produzione sta piano piano riprendendo, è sorto il problema della logistica.

Si tratta di conseguenze derivanti proprio dalla crisi del 2020, perché gli operatori della logistica hanno smesso di investire nelle proprie attività a causa dell’imprevedibilità dei volumi trasportati e preferendo quindi il guadagno certo della dismissione dei mezzi. 

Oggi tra il 5 e il 10% dei mezzi sono fermi perché mancano i trasportatori e lo stesso problema si presenta anche nel trasporto marittimo e nel trasporto ferroviario e a tutto ciò si aggiunge il sempre più alto prezzo del carburante.

Marco Armosino, General Manager di Autostrade&Logistics si è espresso riguardo questo tema spiegando che le società di trasporto hanno sofferto di gravi difficoltà economiche, molti autisti hanno cambiato mestiere e non c’è stato il refresh di personale e tantomeno di strutture. Questa capacità ridotta tuttavia non si era fatta sentire a causa della crisi della produzione.

Ora che questa si è ripresa, i quasi 500mila autisti mancanti in tutta Europa iniziano a pesare, infatti i produttori stanno provvedendo rivedendo i contratti con le società di trasporto.

“È stato distrutto un intero sistema che adesso va ricostruito, ma per farlo ci vorranno degli anni.” Armosino fa presente la necessità di rivedere l’intero modello logistico.

Fonte: fleetmagazine.com