L’esibizione della nuova Tesla Roadster nell’impianto SpaceX di McGregor, in Texas, ha attirato l’attenzione della stampa internazionale per lo spettacolare impiego dei propulsori a gas freddo. Tra le principali testate d’informazione globale, The Guardian ha analizzato l’evento mettendone in luce sia l’impatto scenografico, sia i dettagli commerciali e regolatori emersi subito dopo lo show condotto da Elon Musk.
La dimostrazione acrobatica e la tecnologia SpaceX
Nel corso della presentazione, il prototipo a due posti ha eseguito una manovra altamente spettacolare: dopo aver imboccato una rampa curva, il veicolo ha azionato i propulsori forniti da SpaceX per staccarsi da terra, compiere un’evoluzione aerea con rotazione in aria e riatterrare sulle quattro ruote.
I sistemi di spinta sfruttano ugelli ad aria compressa derivati dalle tecnologie aerospaziali di SpaceX, concepiti per offrire spinti impulsive brevi in grado di modificare la dinamica della vettura o di sollevarla temporaneamente da terra.
I costi di prenotazione e le tre versioni a listino
Subito dopo il debutto, Tesla ha aggiornato il proprio portale di prenotazioni introducendo tre distinte configurazioni per la vettura, caratterizzate da requisiti d’accesso e depositi finanziari ben differenti:
Performance: La variante d’ingresso aggiornata richiede un deposito iniziale di 50.000 sterline (o dollari, a seconda dei mercati di riferimento).
Thrust: Equipaggiata con i primi serbatoi aggiuntivi per la spinta ad aria compressa, richiede un acconto di 250.000 dollari.
Rocket (Full Flight System): La configurazione monoposto dotata del sistema di sospensione aerea completo non presenta un prezzo di listino aperto al pubblico, risultando accessibile esclusivamente su invito.
Produzione prevista per il 2028 e divieto di circolazione stradale
Un aspetto centrale evidenziato dal reportage di The Guardian riguarda il quadro normativo. La stessa casa automobilistica ha specificato nelle note informative che le funzionalità legate al volo e all’uso dei propulsori non sono autorizzate per la circolazione su strade pubbliche.
Dal punto di vista industriale, le tempistiche di consegna hanno subito un ulteriore slittamento: originariamente annunciata nel 2017 con stime di debutto per il 2020, l’avvio della produzione in serie della Roadster è stato posizionato al 2028, confermando come la tecnologia rimanga al momento un’esibizione ad alte prestazioni riservata ad ambiti privati e piste di prova.
Fonte: theguardian.com